Roma – Policlinico Gemelli, reparto pediatria oncologica

Finalmente le porte del Policlinico Gemelli si sono aperte e le moto sono potute salire…

A darne la notizia è Federica Maceratesi, dal suo profilo social. Lei che è stata quella che più di tutti ha voluto portare un briciolo di serenità ai bambini che lottano ogni giorno contro battaglie più grandi di loro!

A volte non c’è medicina che tenga. L’unico vero antidoto, può arrivare dal cuore, dalle emozioni forti!

Federica ne è convinta e spinta dalle iniziative di moto-terapia di Vanni Oddera e grazie alla disponibilità di Emiliano Malagoli, testimonial del Campionato Diversamente Disabili (a cui partecipano solo piloti con disabilità) è riuscita a portare delle minimoto da competizione nel repardo di Oncologia Pediatrica del Policnico Gemelli di Roma!

Queste le sue parole:

Il sogno è nato circa due anni fa, quando ho conosciuto di fama il pazzo Vanni Oddera. Uno di quei pazzi geniali di cui ha tanto bisogno il mondo. Si è fatto aprire le porte degli ospedali, ma soprattutto quelle dell’oncologia pediatrica, per portare dentro la sua moto, la sua energia, la sua follia.
Volevo farlo anche io: portare la mototerapia a Roma.

Ho trovato così un altro pazzo geniale più vicino geograficamente, Emiliano Malagoli, che mi ha dato subito la sua disponibilità a farlo. La macchina della burocrazia è stata però lenta e ha richiesto prima di tutto un lavoro di…tessitura di fiducia, dopotutto “chi è questa Federica?”.
Non potendo entrare noi in ospedale, abbiamo così iniziato a portare i bimbi al circuito e in fiera, giusto il tempo di far capire che “questi fanno sul serio, son tosti, ma soprattutto ai bambini la mototerapia piace!!!”.

E oggi, grazie al prezioso tramite di Agop Onlus, nella solare persona di Tiziana, finalmente le porte del Policlinico Gemelli si sono aperte e le moto sono potute salire fino al 10D, il Regno di OP, il reparto di Oncologia pediatrica. Sulle porte delle stanze c’erano piccoli, timidi e increduli pazienti, con i loro alberi di flebo. “Ciao, vuoi fare un giro?”. Lo stupore lascia il posto al sorriso. Quello dei bimbi e quello dei genitori, che per qualche minuto – forse, spero – sentono il cuore più leggero, perché i loro piccoli, appunto, sorridono. Allora ecco che i piloti speciali, i miei personali eroi, i Di.Di. Diversamente Disabili , e il loro staff, si mettono a spingere i novelli centauri per il corridoio, sotto gli occhi lontani e amorevoli dei medici e degli infermieri: la burocrazia è rimasta fuori, l’ordinario è momentaneamente interrotto. Ora è solo il momento di sognare: un rettilineo in pista, un tornante di montagna o un percorso lungo la costa…
Chi purtroppo non può alzarsi dal letto riceve comunque la visita dei piloti in stanza, gadget, regali, inviti in pista e una promessa: torneremo!
Arriva il momento dei regali all’Associazione, perché questa giornata ha smosso davvero tante belle energie: arrivano le Playstation, le Wii, le Xbox e i giochi per le case dei bambini, sdraiette per neonato e altri doni per il personale del reparto… perché sia un po’Natale tutti i giorni.
Le moto escono, le porte si richiudono, le tute si tolgono.
La giornata è finita, un sogno è diventato realtà.
Vanni ci aveva mostrato che si poteva fare e aveva ragione: basta un’autorizzazione scritta da parte di menti aperte!
Grazie a tutti gli autori indiretti e diretti di questa giornata, con la promessa – a me stessa e ai bimbi – che non sia un evento unico”